“L’Arte, Dio e l’Inconscio”

Sabato 14 giugno 2008 ore 13.30 – 19.30
presso i locali del Caffè Chinese via S. Chiara 8, Torino

CONVEGNO ANNUALE 2008 dell’Associazione TRACCE FREUDIANE
“L’Arte, Dio e l’Inconscio”
Dire cosa sia l’arte risulta un’impresa impossibile. Già l’uomo neolitico, con i segni che traccia sulla roccia, non rappresenta per nulla il mondo, bensi, nominandolo, lo racconta e lo inventa. La pittura e la scultura, quale combinazione fra il corpo e la scena, richiedono la poiesis e Ie loro forme si evolvono esclusivamente sotto la guida del racconto, mito o logos che sia. Possiamo aggiungere che la mano intellettuale dell’artista (neolitico o moderno) è guidata sempre da Dio, nel senso che e proprio l’impossibile rappresentazione, ossia l’apertura provocata semplicemente dall’esistenza di un punto vuoto, a schiudere lo spazio infinito dell’invenzione e del racconto. “Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l’elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse” (Picasso). In questo senso occorre leggere ancora l’apoftegma (che altrimenti potrebbe apparire carico di presunzione) dello stesso Picasso: “credo di sapere cosa si prova ad essere Dio”. La creazione dell’oggetto artistico sfugge sempre dalle mani dell’artista e non gli appartiene. Infine, “la vita imita l’arte molto di più di quanto l’arte non imiti la vita”. Ecco realizzato il ribaltamento efficace operato sul logos. La vera vita è arte, la vita non è che arte della parola, il resto e solo vacuo discorso. (G. Lodari)

Luigi Castelli
quadro plurispaziale di Gian Luigi Castelli

Ore 13.30

Presentazione del Convegno Intervento del pittore
Andrea Massaioli

L’arte della parola
Gabriele Lodari

Psicanalisi, arte e scienza
Gian Luigi Castelli

Ore 16.00

In principio era il Verbo
Gianluca Delmastro

L’arte come possibile cura
Valeria Ferrero

Le storie non le scrivono i personaggi
Alberto Rossetti

Ore 17.30

Guardare con gli occhi, vedere con le parole
Diego Busiol

Van Gogh, pazzia o follia?

Daniela Berera

Next Worker: l’arte d’imprendere
Edoardo Formigoni

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